- Cattedrale di Conversano

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RESTAURO

Le operazioni di restauro hanno necessitato di attenzioni mirate, con prestazioni che hanno interessato competenze afferenti a specifici settori della conoscenza, professionalità della scienza e della tecnica che hanno pertanto creato una profonda riflessione dopo le sostituzioni e ricostruzioni conseguenti all’incendio del 1911. Si è analizzato il comportamento dei materiali sul piano fisico e chimico, la localizzazione puntuale dei dissesti, la selezione di procedure tecniche mirate alla salvaguardia, utilizzando le competenze più idonee. Durante tali operazioni, sono state eseguite delle analisi mineralogico-petrografiche elaborate presso il laboratorio di microscopia ottica dell’Università degli studi di Bari, su alcuni campioni prelevati dalle pareti interne ed esterne della chiesa al fine di valutarne lo stato di conservazione. Le analisi svolte hanno rappresentato un valido strumento di indagine, il cui risultato è stato fondamentale per comprendere la formazione delle croste nere e le caratteristiche delle malte utilizzate in passato.
Inoltre si è potuto valutare la distribuzione qualitativa della porosità e la capacità di resistenza del materiale costruttivo. La presenza di vegetazione spontanea formatasi tra i conci, diƒffusa sulla quasi totalità delle superfici, attraverso la forza dirompente delle radici, aveva creato una diƒffusa sconnessione tra conci, con la formazione di microlesioni e fratture, interrompendo così quella armoniosa tessitura composta con mirabile sapienza costruttiva. Le coperture a falda sono state completamente rimosse nel loro spessore ad esclusione delle strutture portanti in legno; queste ultime presentavano comunque forme di condensa, alimentate da una scarsa capacità di evaporazione delle coperture che causava la formazione di mu€ffe e microrganismi. Le coperture, erano costituite da coppi alla romana “allettate” su uno spesso strato di malta cementizia con interposta rete elettrosaldata, creando una vera e propria rigida soletta che a contatto con le acque meteoriche ha prodotto una inevitabile imbibizione del massetto e una conseguente ossidazione delle parti metalliche.
Pertanto, si è proceduto alla posa di pannelli isolanti adagiati sul tavolato esistente, insieme alla doppia impermeabilizzazione ed alla microventilazione ottenuta con un’orditura metallica di appoggio. Tutto questo ha migliorato durante la stagione estiva, lo smaltimento del calore; d’inverno ha permesso lo smaltimento dell’umidità, trattenendo le tegole, migliorando la manutenzione nel tempo e conferendo massima leggerezza all’intero sistema. La torre dell’orologio è costituita da conci in calcarenite, con inserti in pietra calcarea nella parte basamentale. L’erosione prodotta dal vento e l’inevitabile stillicidio delle piogge, penetrate nel nucleo murario, ne aveva compromesso l’equilibrio generale. Il ripristino è stato eƒffettuato partendo da un accurato lavaggio, per eliminare i depositi di sale, per giungere al trattamento delle superfici con consolidante per calcarenite, seguita da una stilatura delle fughe; completata da piccoli interventi di “scuci e cuci”.
Anche la sagrestia è stata oggetto di intervento, questa presentava lesioni in chiave di volta, verosimilmente generate dalla presenza di una pesante caldaia alimentata a gasolio. Un eccesso di carico che potevano nel tempo produrre fenomeni ben più gravi per tanto si è reso necessario procedere ad un consolidamento della volta. Inoltre il tetto a falde della sagrestia, prima costituito da tegole marsigliesi, è stato ricostruito con la posa di nuovi coppi uguali al resto della fabbrica. Le super€fici scolpite esterne, superstiti dall’incendio, presentavano forme di degrado riferibili all'azione di precipitazione dei sali, alla dilatazione e contrazione termica, che avevano alterato i lineamenti del modellato. Pertanto dopo un'accurata pulitura dei depositi superficiali incoerenti, è stata eseguita una disinfestazione della microflora e dei microrganismi, senza interferire con la patina sottostante. Per il trattamento della superficie soggetta a decoesione e scagliamento, è stato operato un preconsolidamento per l’interruzione dei processi di erosione per poter procedere successivamente alla rimozione meccanica del cemento e delle efflorescenze saline.
Particolare attenzione è stata posta al rosone centrale, superstite dell’incendio del 1911, qui erano ancora presenti, specie sulla ghiera, le conseguenze prodotte dal fumo e dal fuoco; in alcuni punti è stata riscontrata la presenza di patinature artificiali usate per integrare le parti sostituite. Sull’intera super€ficie sono state riscontrate lesioni, parti fratturate, formazione di vegetazione spontanea, depositi di guano e colature di acque che avevano favorito depositi di formazione biologica. Il recupero ha avuto differenti orientamenti: dalla semplice pulitura meccanica e chimica, alla rimozione del cemento, dal lavaggio e all’incollaggio di parti distaccate, alla nuova sigillatura e rimozione di articolate croste nere. Il tutto ha contribuito a riconsegnare il rosone alla sua condizione primigenia. Per le super€fici lisce l’intervento invece, è nato con la consapevolezza della non omogeneità cromatica dei conci presenti sui paramenti, sia esterni che interni, laddove sono state rilevate differenti colorazioni, causate da una ricomposizione con metodo “scuci e cuci” che aveva investito in passato l’intera fabbrica.
La presenza di scuro particellato atmosferico, depositato sulle superfici murarie, insieme a muschi e licheni aveva comportato nel tempo la formazione delle croste nere. In questa tipologia di intervento è stata utilizzata dell’acqua a modesta pressione, utilizzando ugelli diversi a seconda dell’intensità dello sporco. I tempi di applicazione sono variabili a seconda del grado di profondità della crosta. Per ultimo sui paramenti murari si è intervenuto stilando i giunti su tutte le superfici con malta a base di calce idraulica naturale.
Il lungo percorso di restauro, avviato con l’idea progettuale nel 2001, è stato caratterizzato da un grande impegno, necessario per superare le inevitabili problematiche tecniche e burocratiche, ma nel contempo ha assicurato enormi soddisfazioni per la sua realizzazione. Il restauro ha consentito una migliore e piena fruizione rendendo la Basilica Cattedrale un punto di riferimento importante non solo per la comunità di Conversano ma per il più vasto territorio pugliese. L’intervento costituisce la premessa indispensabile per approfondire lo studio del monumento stesso oltre alla sua conservazione nel tempo.
 
Tel./Fax 080.495.11.23 (Parrocchia Cattedrale) e-mail: basilicaconversano@libero.it

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