- Cattedrale di Conversano

Vai ai contenuti

Menu principale:

ARCHITETTURA
La chiesa presenta una pianta basilicale a croce latina con tre navate delimitate da un transetto rialzato, chiuso da tre absidi. Nella maestosa facciata, suddivisa da due lesene che proiettano all'esterno la suddivisione interna, si apre il portale centrale, elemento tipico dell'arte romanico-pugliese. Il protiro lievemente aggettante che lo introduce muove da esili colonne gravanti sul dorso di due leoni accovacciati, s'innalza con un timpano centinato ad archi concentrici, prosegue con una cornice triangolare impostata su due leoncini stilofori braccanti una preda, si chiude con la scultura dell'agnello pasquale. La lunetta del timpano incornicia il bassorilievo raffigurante la Vergine con Bambino, circondata da due angeli con turibolo e impreziosita da tre archi concentrici: l'esterno, bombato, è decorato a foglie, il medio, concavo, è traforato a merletto, l'interno è arricchito con girali di fronde che fuoriescono da due vasi e racchiudono tredici figure umane. L'architrave è suddiviso in due fasce: quella inferiore è decorata con fiori stilizzati, quella superiore è ornata di racemi d'acanto.

Il portale di destra, decorato da un protiro ogivale poggiante su due leoni, è sormontato da una nicchia contenente una statua lapidea che per tradizione viene identificata con l'apostolo Pietro. Il portale di sinistra, reca il bassorilievo di S. Giorgio che uccide il drago. Il rosone centrale, con la raggiera novecentesca rifatta dopo l'incendio, è databile come i due piccoli rosoni laterali al sec. XIV. Risultano invece ricostruiti i doppi portali sulle due fiancate, in seguito alla costruzione e al loro successivo abbattimento delle cappelle barocche che aggettavano rispetto ai muri perimetrali. Le sculture inscritte nelle lunette presentano caratteri di raffinata sensibilità: la Crocifissione del Cristo, mutilo della testa e del tronco e la Vergine con Bambino. Nell'abside centrale esterna si apre una bella e pregevole monofora archiacuta del sec. XIV con cornice impostata su due colonnine tortili sormontate da due sculture, nella cui lunetta si rincorre un triplice fregio di linee zigzagate su cui campeggia il bassorilievo di un angelo.
Lo spazio interno della navata centrale, delimitato dall'arco trionfale a sesto acuto, è scandito sui due lati da quattro grandi arcate a tutto sesto, ma con ghiere eccentriche; i pilastri cruciformi terminano con capitelli a soggetto vegetale, animale e umano. Tutti i capitelli risultano coevi alla fabbrica ad eccezione dei due capitelli dell'arco trionfale recanti i quattro evangelisti, questi furono rifatti, in stile, dopo l'incendio insieme allo stesso pergamo. Nell'ordine superiore si sviluppano i due matronei, concepiti con funzione puramente decorativa e non di utilizzo; sono caratterizzati da quattro archi per lato contenenti ciascuno una coppia di trifore che, mediante le trentadue colonnine terminanti con capitelli variamente decorati, cadenzano lo spazio in quarantotto vani complessivi. Il pavimento del presbiterio, sotto gli stalli del coro ligneo, nasconde la lastra marmorea che da accesso a un ipogeo in cui è visibile la piccola semiabside appartenente alla chiesa paleocristiana, con decorazioni a losanga, croci e motivi floreali stilizzati.
L'affresco absidale presenta nella zona inferiore una Vergine in trono con Bambino, ambedue con lo sguardo rivolto verso un vescovo inginocchiato nell'atto di consegnarle un modellino della chiesa. Le fanno da cornice due santi racchiusi entro edicole: alla sua destra S. Cristoforo reggente sulle spalle il divino Bambino, alla sua sinistra un santo papa. Nel catino si staglia un maestoso Pantocratore con l'Agnello divino nella mano sinistra, adorato da due angeli offerenti, osannato da un'affollata schiera di angeli musicanti. Le due esecuzioni murali, databili al XIV sec., rivelano con immediatezza la loro matrice toscana con inflessioni fiorentine e senesi, ma contestualmente documentano mani pittoriche diverse. L'armoniosa opera costituisce una delle gemme più preziose che è rimasta dopo l'insensata vendita, se non sparizione, di uno straordinario polittico quattrocentesco di Bartolomeo Vivarini, ricomparso poi nell'Accademia di Venezia.  
 
Tel./Fax 080.495.11.23 (Parrocchia Cattedrale) e-mail: basilicaconversano@libero.it

© 2017 - Artigiangrafica di Leonardo Guarnieri - Basilica Cattedrale "S. Maria Assunta" - Diocesi di Conversano - Monopoli
Sito web con aggiornamenti non regolari non rientrante nella categoria dell'informazione periodica stabilita dalla Legge 7 Marzo 2001, n. 62
Torna ai contenuti | Torna al menu